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Le app che verranno: stiamo preparando la nuova interfaccia utente in mobilità di Anobii

Categoria NOVITÀ | Scritto da Antonio Dini - 3 Gennaio, 2020
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Scrivere codice non è più uno sport solitario. È invece uno sport di squadra, che richiede coordinamento e concentrazione. Si lavora in gruppo, anche se magari non fisicamente uno accanto all’altro. Ma virtualmente sì: i programmatori adorano gli strumenti di coordinamento come ad esempio Slack, che è una specie di WhatsApp solo più bello e funzionale, sul quale si possono creare sottogruppi per coordinare specifiche attività. C’è anche il canale della comunicazione, dove ci parliamo Jessica ed io. Ma soprattutto ci sono i canali dove si lavora alacremente alla ristrutturazione del motore del sito di Anobii, e quelli dove si lavora alle app, sia per Apple che per Android. E dove sono andato per raccontarvi a che punto siamo arrivati. 

Qualche tempo fa abbiamo infatti iniziato a parlare del cantiere software di Anobii. Lo sviluppo cioè delle app che stanno tornando per iOS (Apple) e Android (Google). È un impegno strategico, come vedrete tra un attimo, perché l’utilizzo di Anobii passa sempre più dal telefonino e le pagine web sarebbero meno comode. Intanto, procede parallelamente la ristrutturazione del sito, come vi avevamo accennato fin dall’inizio di questa nuova vita di Anobii.

Marco al lavoro sulla app…

Il responsabile del progetto è Marco Corti, che come competenza tecnica cura anche anche lo sviluppo dell’interfaccia utente e dell’esperienza d’uso delle app. Vedremo invece in due articoli successivi prima come funziona lo sviluppo del “motore” delle app e infine la fase di test e messa in produzione (che per un informatico è sempre la più emozionante, per usare un eufemismo). Intanto, ecco la nostra chiacchierata natalizia con Marco. 

Perché stiamo investendo sullo sviluppo delle app?
Perché Ovolab è un’azienda con il dna della software house che produce applicazioni native. E questa è una cosa importante per Anobii, perché il 59,44% degli utenti fruiscono della piattaforma da smartphone e l’accesso in mobilità si sta diffondendo sempre di più.

Da dove si parte a disegnare, o meglio, a ridisegnare un’app?
Dagli utenti! L’utilizzo delle funzionalità presenti in Anobii è misurato, e le metriche ci dicono che oltre alla ricerca dei libri, le funzionalità più utilizzate sono la messaggistica privata ed i gruppi. 

Cosa troveremo nella app?
Nella prima versione delle app verrà data una particolare enfasi a queste tre cose: ricerca libri e gestione libreria, messaggistica diretta, gruppi.

Come si decide quali funzionalità includere o meno all’interno dell’app?
Oltre alla misurazione delle metriche, ci sono due altri fattori fondamentali da tenere in considerazione durante la fase di design: i suggerimenti degli utenti che dialogano con l’assistenza, gli obiettivi di business e i limiti imposti dall’infrastruttura tecnologica.

Qual è la strategia di sviluppo complessiva?
Le nuove app Anobii saranno in continua evoluzione: partiamo piano, ma bene per farle crescere ed evolvere costantemente. Ci saranno rilasci ogni 15 giorni e la versione nativa per iPad arriverà nel futuro prossimo.

Quali sono le differenze tra l’app iOS e quella Android?
Non ce ne saranno, ma ciascuna parlerà la lingua del proprio OS: no agli ibridi che non rispettano il contesto in cui vivono.

Che lavoro state facendo sull’accessibilità?
Questo è un tema molto importante e per me molto caro. Abbiamo la massima attenzione a tutti i più moderni requisiti di accessibilità che sono supportati dai sistemi operativi di Apple e di Google: VoiceOver, Dynamic Type, TalkBack, regole di contrasto per la leggibilità e per utenti con problemi di daltonismo.

Infine, che rapporto c’è tra l’interfaccia della app e quella del sito? Come si procede allo sviluppo? In parallelo?
Le due interfacce sono completamente indipendenti: non c’è una relazione diretta perché gli usi sono molto differenti. Ovviamente, si basano entrambi sul database di Anobii e quindi “pescano” le stesse informazioni, ma lo fanno in maniera differente. L’utilizzo del dito sul telefono rispetto al mouse e tastiera sul Mac o Pc dettano differenti regole di accesso ai dati. Su iPhone e Android ci saranno delle schede libro ben organizzate per essere trovabili e leggibili con facilità. Anche le copertine dei libri avranno molto spazio, per rendere la “fisicità” digitale del libro. E tante altre cose che vedrete presto e spero vi piaceranno.