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“Casa di foglie”, il ritorno di un libro bello e molto, molto strano

Categoria STORIE | Scritto da Antonio Dini - Ottobre 18, 2019
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Nel 2000 un giovane scrittore, Mark Z. Danielewski, fece il suo esordio letterario con Casa di foglie, un testo che vinse il Young Lions Fiction Award della New York Public Library. Danielewski, newyorkese classe 1966, ottenne un successo notevole e meritato con quel suo primo libro. 

Anche gli endorsement raccolti dall’editore americano furono notevoli. Secondo Bret Easton Ellis: “Un grande romanzo. Un debutto fenomenale. Incredibilmente vivo, inquietante in maniera sublime, terrificante e intelligente da togliere il fiato… Immaginate Thomas Pynchon, J.G. Ballard, Stephen King e David Foster Wallace inchinati ai piedi di Danielewski, soffocati di risate, stupore, sorpresa e soggezione”. E Jonathan Lethem: “Questo romanzo diabolicamente brillante è impossibile da ignorare, metter giù o anche decidersi a finirlo. Se ne comprate una copia potreste persino trovarmi fra le sue pagine, ridotto in miniatura come Vincent Prize ne La Mosca, intrappolato per sempre nella rete delle sue maligne, bellissime pagine”.

Il libro non ha solo una bella storia ben scritta, ma ha anche una particolarità che valse a Danielewski parte della sua fama: è uno dei principali esempi di letteratura ergodica. «La definizione di letteratura ergodica maggiormente citata – scrive Librinews – è quella di Espen J. Aarseth nel libro Cybertext – Perspectives on ergodic literature, che qui traduciamo come segue: “Nella letteratura ergodica sforzi non superficiali sono richiesti per permettere al lettore di ‘attraversare’ il testo”». 

Esempi di libri ergodici sono l’I Ching e i calligrammi di Apollinaire, ma si potrebbe anche recuperare alcune celebri pagine di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll, oppure Cent mille milliards de poèmes di Queneau. Oppure anche S. di J.J. Abrams e Doug Dorst. E ovviamente, il più spettacolare di tutti, appunto la Casa di foglie.

House of leaves interno
Edizione americana di House of leaves, l’interno del libro

Adesso, molti anni dopo la prima introvabile (e incompleta, qualcuno dice anche “mutilata”) edizione italiana, arriva la nuova versione con traduzione fresca e filologicamente completa.

Come spiega l’editore 66thand2nd: «Per i lettori italiani Casa di foglie è un oscuro oggetto del desiderio: esaurita la prima edizione, difforme e lontana dalla versione originale, il libro non è stato più reperibile e ha visto la sua fama crescere anche in virtù della sua assenza dagli scaffali delle librerie. Per possederne una copia i bibliofili arrivano a spendere centinaia di euro, mentre nei siti web i fan continuano a sollecitarne la ricomparsa. Il 7 novembre, finalmente, tutta questa attesa verrà ripagata: Casa di foglie uscirà in un’edizione fedele alla volontà dell’autore, con il layout originale, a colori, e in una nuova traduzione».