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La declinazione dell’amore secondo André Aciman

Categoria SPECIALE | Scritto da Jessica - 16 Maggio, 2020
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Amore? Quante sfumature ci sono?  Ha una data di scadenza?

Il #SalToExtra ne ha parlato con André Aciman, partendo dai suoi romanzi Chiamami col tuo nome e Cercami.

Chi ha letto i romanzi di Aciman lo sa: amare non è qualcosa di facile, non necessariamente è un biglietto di sola andata verso la felicità. Invece, è un’esperienza che fortifica e che merita di essere vissuta sempre.

Aciman ci introduce a un nuovo concetto di amore. È l’amore vissuto come ossessione (in senso positivo). Quell’amore che spinge a cercarsi e che invita a chiamarsi con il nome dell’altro. La sua è un’indagine che arriva al midollo dell’amore.

Dopotutto, è stato proprio una specie di ossessione quella che l’ha spinto a terminare Chiamami con il tuo nome. Il romanzo non era nato necessariamente con il fine della pubblicazione: Aciman, in diretta sui canali live del Salone, l’ha spiegato: ha sempre voluto essere uno scrittore ma, allo stesso tempo, non aveva il coraggio di esserlo.

Poi, un giorno ha iniziato a scrivere Chiamami col tuo nome; è partito con la descrizione di una casa in Italia (in quel momento non poteva viaggiare fisicamente ma la scrittura gli permetteva di muoversi), poi è passato al resto e quando i suoi personaggi, Elio e Oliver, sono entrati in scena, Aciman si è incuriosito e, come ha detto, è rimasto “ossessionato dalla loro storia”.

Chiamami col tuo nome descrive tra le sue pagine un amore adolescenziale e non facile. L’amore non è necessariamente una strada in discesa che porta al “tutti vissero felici e contenti”: come spiega molto bene il padre di Elio, l’amore deve essere un atto di coraggio, non esiste la visione ovidiana dove se non si può avere la donna che si ama allora bisogna odiarla. La sofferenza non va evitata, va accettata per crescere. È proprio questo il concetto che piace ad Aciman e che lo spinge ad approfondire la figura del padre di Elio in Cercami, che sposta l’asse temporale in avanti di vent’anni.

Se, dunque, l’ossessione è quella che anima l’amore, si può tornare alla normalità, dopo essersi chiamati con il nome dell’altro? Su questo Aciman è categorico: no. Un amore vero non si può cancellare, non ha una data di scadenza e ci cambia. Proprio come per Elio e Oliver.